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Jobs Act: le ultime novità dal mondo del lavoro, illustrate da consulenti del lavoro esperti

Jobs Act: le ultime novità dal mondo del lavoro, illustrate da consulenti del lavoro esperti

Il Jobs Act rappresenta una riforma del mercato del lavoro che è stata proposta ed è in fase di attuazione dall'attuale governo presieduto da Matteo Renzi, attraverso diversi provvedimenti legislativi attuati tra il 2014 ed il 2015.

Come nasce il Jobs Act

Il termine "Jobs Act" deriva dall'acronimo "Jumpstart Our Business Startups Act" che è riferito ad una legge emanata dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel 2012 a sostegno delle piccole imprese; in Italia invece indica gli interventi a sostegno del mercato del lavoro. L'idea lanciata dal premier è quella di una riforma del mercato del lavoro che prevede un unico contratto a tutele crescenti, la creazione di un'agenzia nazionale per l'impiego, un assegno di disoccupazione, una semplificazione delle leggi esistenti e una riorganizzazione della rappresentanza sindacale.

Contenuti del Jobs Act

Il governo italiano con la riforma del mercato del lavoro prevista dal Jobs Act si è visto chiamato a legiferare attraverso dei decreti legislativi in diverse materie quali riordino degli ammortizzatori sociali, semplificazione delle procedure per imprese e cittadini nella gestione dei rapporti di lavoro, riordino dei contratti di lavoro, aggiornamento delle misure in materia di tutela della maternità

Gli effetti dei vari decreti

L'emanazione dei vari decreti, se da un lato ha portato una ventata di novità in tutta la materia, dall'altro ha suscitato non poche polemiche e soprattutto resistenza da parte di lavoratori e sindacati (si pensi ad esempio alle recenti disposizioni in tema di controlli a distanza dei lavoratori).

Tutto ciò ha reso necessario sia per le imprese che per i lavoratori, ma anche per i semplici cittadini, di avvalersi della professionalità specifica offerta dai consulenti del lavoro.

I consulenti del lavoro

I consulenti del lavoro sono professionisti, iscritti all'Ordine dei Consulenti del Lavoro, abilitati a gestire i vari adempimenti previsti per l'amministrazione del personale dipendente.

L'abilitazione ad operare si ottiene mediante un esame di stato che si svolge una volta l'anno presso la direzione regionale del ministero del lavoro: la prova è estremamente selettiva e questo permette di avere dei professionisti davvero molto preparati.

Affinchè i consulenti del lavoro possano operare in nome e per conto di un imprenditore o di un privato è indispensabile che questo professionista sia iscritto alla sezione provinciale dell'ordine dei consulenti del lavoro che verifica sia l'operato dei consulenti iscritti sia assicura la necessaria formazione dei propri iscritti. Ne consegue quindi che il consulente del lavoro per poter mantere la propria iscrizione deve partecipare a periodici corsi di aggiornamento per poter mantenere la propria preparazione in materia fiscale e sulle varie tematiche del lavoro.

Le novità dopo il Jobs act

In seguito al decreto che ha definito il riordino dei contratti di lavoro, i consulenti del lavoro hanno assunto un nuovo ed importante ruolo, in quanto questi ultimi sono chiamati ad assistere il lavoratore al fine di certificare la veridicità del rapporto di lavoro nella forma del contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Ma cosa è chiamato a fare il consulente del lavoro?

Il compito del consulente del lavoro è quello di verificare l'effettiva forma di autonomia di questo rapporto di lavoro, con particolare attenzione a tutti quegli aspetti che invece potrebbero portare alla presunzione dell'esistenza di un vero e proprio contratto di subordinazione.

A questo punto è lecito chiedersi quali possono essere gli aspetti che il consulente deve prendere in considerazione nell'effettuazione delle verifiche. In soccorso del consulente interviene la Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro che, dopo l'abrogazione delle forme di contratto a progetto, si è messa all'opera nel definire tutti i possibili aspetti collegati alla forma contrattuale della collaborazione coordinata e continuativa, che peraltro era già presente in materia circa un decennio fa.

Si stabilisce innanzitutto che la natura personale e continuativa del rapporto di collaborazione, non è un vizio della natura autonoma del rapporto che viene eventualmente a mancare solo se a questi due elementi sia associ anche l'organizzazione. Il Consulente del Lavoro che assiste la parte nella certificazione di quella che viene definita genuinità del rapporto di lavoro di collaborazione coordinata e continuativa, in base alle recenti disposizioni di legge dovrà necessariamente tenere conto anche della professionalità del collaboratore, della effettiva natura del rapporto di lavoro e non solo di quanto dichiarato dalle parti, delle puntuali indicazioni relative al coordinamento nonchè dell'autonomia della prestazione lavorativa.

Le linee guida da seguire per la certificazione

Il consulente del lavoro, quindi, per la certificazione di quanto descritto in precedenza dovrà tenere conto della presenza della indicazione della durata della prestazione lavorativa concordata (che può essere sia a tempo determinato che indeterminato), delle modalità di esecuzione della prestazione (in tal caso si dovrà considerare lo svolgimento dell'opera da parte del collaboratore), delle caratteristiche qualificanti l'attività del collaboratore (quali possono essere la specificità, l'autonomia, il coordinamento con l'organizzazione del committente).

Sulla base delle indicazioni fornite, il consulente del lavoro dovrà nell'ipotesi di certificazione di più prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa valutare le singole istanze di ogni collaboratore per la realizzazione del risultato; inoltre se nell'aziedna dove si dovrà certificare la collaborazione esistono forme di lavoro subordinato che svolgono analoghe mansioni, per poter certificare è necessario evidenziare in modo molto preciso gli elementi di autonomia del rapporto di collaborazione; infine bisogna valutare che è difficile trovare gli elementi del lavoro coordinato e continuativo laddove è necessario, per la natura della prestazione, la sottoposizione ad un potere direttivo e gerarchico.

Perchè richiedere l'assistenza di un consulente del lavoro

Dalle considerazioni effettuate, sia per le attività di base svolte che per le successive innovazioni introdotte dalle recenti disposizioni di legge, emerge che quella del consulente del lavoro è una figura altamente specializzata e professionale sia in ambito del diritto del lavoro sia in merito alle tematiche relative alla gestione del personale. 

Se un imprenditore si affida ad un consulente del lavoro avrà la possibilità di dedicarsi a tempo pieno alla sua attività senza che sia coinvolto in tutte le pratiche di natura fiscale, amministrativa e giuridica. In tal modo, il consulente del lavoro si occuperà di tutte le pratiche burocratiche riconducibili al diritto del lavoro ed a tutto ciò che ne consegue, per conto dell'imprenditore.

A ciò dobbiamo anche aggiungere che i consulenti del lavoro devono obbligatoriamente essere sempre aggiornati su tutte le tematiche del mondo del lavoro alla cui base è prevista una assicurazione obbligatoria prevista in seguito alla promulgazione della legge 92 del 2012. 

Uno degli studi di consulenza del lavoro più professionali esistenti a Cervia è Tornaconto Sas che offre i suoi servizi professionali a chiunque sia interessato. È possibile prenotare una prima consulenza completamente gratuita.

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